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    24 februari

    FRuHSTuCK

    ciau teZoruccioli! come va? io tutto bene.. un po stanca... oggi sono andata ad un convegno sul turismo.. all inizio era interessante... si parlava di turismo... ed è un argomento che mi interessa.. ma poi.. iniziano a parlare di politica... che due palle.. e poi... eravamo li dalle 09.00 ... dovevamo far colazione... la prof di tedesco non ci voleva mandare al bar... quindi abbiamo dovuto aspettare le 11.00 che si dava il cambio con quello di matematica.. questo è un prof di Napoli... e allora je diciamo: PROFESSO' ANNAMO A FA FRÜHSTÜCK?(colazione in tedesco)  e lui: E CHE RE' MO STA FRÜHSTÜCK .... vabbe.. non ce manda... allora io pijo un fogliettino de carta.. e ce mando un bigliettino.. tipo quello che si manda tra i compiti in classe.. e gli scrivo: ANNAMO A FA FRÜHSTÜCK? e tutti si mettono a ride... lui si gira verso di me.. e se mette a ride.. sempre però che non ce manda a fa sta FRÜHSTÜCK...vabbe... alla conferenza c' avevano dato una cartellina con tutti i programmi dentro.. tra cui penna & fogli per prendere appunti... appunti? e come se fa a pija appunti? ci siamo messi a gioca all' IMPICCATO... e ce so venuti a riprende.. allora... in un momento di distrazione.. io, celeste e francesca, usciamo... ed andiamo a cercare il primo bar piu vicino... CORNETTO & CAPPUCCINO alla faccia loro!!!

    21 februari

    ø¤°`°¤ø Cenerentola ø¤°`°¤

    ø¤°`°¤ø Cenerentola ø¤°`°¤
     
     

    La moglie di un ricco si ammalò e, quando sentì avvicinarsi la fine, chiamò al capezzale la sua unica figlioletta e le disse: – Bimba mia, sii sempre docile e buona, così il buon Dio ti aiuterà e io ti guarderò dal Cielo e ti sarò vicina – . Poi chiuse gli occhi e morì. La fanciulla andava ogni giorno sulla tomba della madre, piangeva ed era sempre docile e buona. Quando venne l’inverno, la neve coprì la tomba di un suo bianco drappo, e quando il sole di primavera l’ebbe tolto, l’uomo prese moglie di nuovo.
    La donna aveva portato in casa due figlie, belle e bianche di viso, ma brutte e nere di cuore. Cominciarono tristi giorni per la povera figliastra. – Quella stupida oca, – esse dicevano, – dovrebbe stare in salotto con noi? Chi mangia il pane deve guadagnarselo: fuori, sguattera! – Le tolsero i suoi bei vestiti, le fecero indossare una vecchia palandrana grigia, e le diedero un paio di zoccoli. – Guardate la principessa, com’è agghindata! – esclamarono ridendo e la condussero in cucina. Là dovette sgobbare da mane a sera, alzarsi prima di giorno, portar l’acqua, accendere il fuoco, cucinare e lavare. Per giunta le sorelle gliene facevano di tutti i colori, la schernivano e le versavano ceci e lenticchie nella cenere, sicché doveva raccoglierli a uno a uno. La sera, dopo tante fatiche, non andava a letto, ma si coricava nella cenere, accanto al focolare. E siccome era sempre sporca e impolverata, la chiamavano Cenerentola.
    Una volta il padre, prima di andare alla fiera, chiese alle due figliastre che cosa dovesse portar loro. – Bei vestiti, – disse la prima. – Perle e gemme, – disse la seconda. – E tu, Cenerentola, – egli chiese, – che vuoi? – Babbo, il primo rametto che vi urta il cappello sulla via del ritorno, coglietelo per me – . 
    Ora egli comprò bei vestiti, perle e gemme per le due figliastre e, sulla via del ritorno, mentre cavalcava per un verde boschetto, un ramo di nocciolo lo sfiorò e gli fece cadere il cappello. Allora egli colse il rametto e se lo portò via. Giunto a casa, diede alle figliastre quel che avevano desiderato, e il ramo di nocciolo a Cenerentola. Cenerentola lo ringraziò, andò sulla tomba della madre, piantò il rametto e pianse tanto che le lagrime vi caddero sopra e l’annaffiarono. Il ramo crebbe e divenne una bella pianta. Cenerentola ci andava tre volte al giorno, piangeva e pregava, e ogni volta si posava sulla pianta un uccellino bianco, che, se ella esprimeva un desiderio, le gettava quel che aveva desiderato.
    Ora avvenne che il re diede una festa che doveva durare tre giorni e invitò tutte le belle ragazze del paese, perché suo figlio potesse scegliersi la sposa. Le due sorellastre, quando seppero che dovevano parteciparvi anche loro, tutte contente chiamarono Cenerentola e dissero: – Pettinaci, spazzola le scarpe e assicura le fibbie: andiamo a nozze al castello del re – . Cenerentola ubbidì, ma piangeva, perché anche lei sarebbe andata volentieri al ballo, e pregò la matrigna di accordarle il permesso. – Tu, Cenerentola, – esclamò quella, – sei così sporca e impolverata, e vuoi andare a nozze? non hai vestiti né scarpe, e vuoi danzare? – Ma Cenerentola insisteva e la matrigna finì col dirle: – Ti ho versato nella cenere un piatto di lenticchie; se in due ore le sceglierai tutte, andrai anche tu – . 
    La fanciulla andò nell’orto, dietro casa, e chiamò: – Colombelle mie, e voi, tortorelle, e voi, uccellini tutti del cielo, venite e aiutatemi a scegliere le lenticchie,

    le buone nel pentolino 
    le cattive nel gozzino.

    Allora dalla finestra di cucina entrarono due colombe bianche e poi le tortorelle e infine, frullando e svolazzando, entrarono tutti gli uccellini del cielo e si posarono intorno alla cenere. E le colombelle accennarono di sì con le testine e ci si misero, pic, pic, pic, pic, e allora ci si misero anche gli altri, pic, pic, pic, pic, e raccolsero tutti i grani buoni nel piatto. Non passò un’ora che avevan già finito e volarono tutti via. Allora la fanciulla, tutta contenta, portò il piatto alla matrigna e credeva di poter andare a nozze anche lei. Ma la matrigna disse: – No, Cenerentola; non hai vestiti e non sai ballare; saresti soltanto derisa – . Ma Cenerentola si mise a piangere, e quella disse: – Se in un’ora riesci a raccogliere dalla cenere e scegliere due piatti pieni di lenticchie, verrai anche tu – . E pensava: “Non ci riuscirà mai”. Quando la matrigna ebbe versato i due piatti di lenticchie nella cenere, la fanciulla andò nell’orto dietro casa e gridò: – Colombelle mie, e voi, tortorelle, e voi, uccellini tutti del cielo, venite e aiutatemi a scegliere,

    le buone nel pentolino 
    le cattive nel gozzino.

    Allora entrarono dalla finestra di cucina due colombe bianche e poi le tortorelle e infine, frullando e svolazzando, tutti gli uccellini del cielo, e si posarono intorno alla cenere. E le colombelle accennarono di sì con le testine e ci si misero, pic, pic, pic, pic, e allora ci si misero anche gli altri, pic, pic, pic, pic, e non passò mezz’ora che avevan già finito e volarono via. Allora la fanciulla, tutta contenta, portò i piatti alla matrigna, e credeva di poter andare a nozze anche lei. Ma la matrigna disse: – È inutile: tu non vieni, perché non hai vestiti e non sai ballare; dovremmo vergognarci di te – . Le voltò le spalle e se ne andò in fretta con quelle due figlie boriose.
    Rimasta sola, Cenerentola andò sulla tomba della madre e gridò:

    Piantina, scuotiti, scrollati, 
    d’oro e d’argento coprimi.

    Allora l’uccello le gettò un abito d’oro e d’argento e scarpette trapunte d’argento e di seta.

     In fretta in fretta ella indossò l’abito e andò a nozze. Ma le sorelle e la matrigna non la riconobbero e credevano fosse una principessa sconosciuta, tant’era bella nell’abito d’oro. A Cenerentola non pensarono affatto e credevano se ne stesse a casa nel sudiciume a raccoglier lenticchie dalla cenere. Il principe le venne incontro, la prese per mano e ballò con lei. E non volle ballare con nessun’altra; non le lasciò mai la mano, e se un altro la invitava, diceva: – È la mia ballerina. Cenerentola danzò fino a sera, poi volle andare a casa. Ma il principe disse: – Vengo ad accompagnarti, – perché voleva vedere da dove venisse la bella fanciulla. Ma ella gli scappò e balzò nella colombaia. Il principe aspettò che tornasse il padre e gli disse che la fanciulla sconosciuta era saltata nella colombaia. Il vecchio pensò: “Che sia Cenerentola?” e si fece portare un’accetta e un piccone per buttar giù la colombaia; ma dentro non c’era nessuno. E quando tornarono a casa, Cenerentola giaceva sulla cenere nelle sue vesti sporche e un lumino a olio ardeva a stento nel focolare: da un’apertura posteriore, ella era saltata prontamente fuor dalla colombaia ed era corsa sotto il nocciolo; là si era tolta le belle vesti e le aveva deposte sulla tomba e l’uccello le aveva riprese; ed ella, nella sua palandrana grigia, si era stesa sulla cenere, in cucina.
    Il giorno dopo, quando ricominciò la festa e i genitori e le sorellastre eran di nuovo usciti, Cenerentola andò sotto il nocciolo e gridò:

    Piantina, scuotiti, scrollati, 
    d’oro e d’argento coprimi.

    Allora l’uccello le gettò un abito ancor più superbo del primo.

    E quando, così abbigliata, comparve a nozze, tutti si meravigliarono della sua bellezza. Ma il principe l’aveva aspettata, la prese per mano e ballò soltanto con lei. Quando la invitavano gli altri, diceva: – Questa è la mia ballerina – . La sera ella se ne andò e il principe la seguì per veder dove entrasse; ma ella fuggì d’un balzo nell’orto dietro casa. Là c’era un bell’albero alto da cui pendevano magnifiche pere; ella si arrampicò fra i rami svelta come uno scoiattolo e il principe non sapeva dove fosse sparita. Ma aspettò che arrivasse il padre e gli disse: – La fanciulla forestiera mi è scappata e credo si sia arrampicata sul pero – . Il padre pensò: “Che sia Cenerentola?” Si fece portar l’ascia e abbatté l’albero, ma sopra non c’era nessuno. E quando entrarono in cucina, Cenerentola giaceva sulla cenere come al solito: era saltata giù dall’altra parte dell’albero, aveva riportato le belle vesti all’uccello sul nocciolo e indossato la sua palandrana grigia.
    Il terzo giorno, quando i genitori e le sorelle se ne furono andati, Cenerentola tornò sulla tomba di sua madre e disse alla pianticella:

    Piantina, scuotiti, scrollati, 
    d’oro e d’argento coprimi.

    E l’uccello le gettò un abito sfarzoso e rilucente come non ne aveva ancora avuti; e le scarpette eran tutte d’oro.

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     Quando ella compare a nozze con quell’abito, non ebbero più parole per la meraviglia. Il principe ballò soltanto con lei; e se qualcuno la invitava, egli diceva: – Questa è la mia ballerina.
    Quando fu sera, Cenerentola se ne andò e il principe volle accompagnarla, ma ella fuggì via così rapida che non riuscì a seguirla. Ma il principe era ricorso a un’astuzia e aveva fatto spalmare tutta la scala di pece: quando la fanciulla corse via, la sua scarpetta sinistra vi rimase appiccicata. Il principe la raccolse: era piccola, elegante e tutta d’oro. La mattina dopo andò dal padre di Cenerentola e disse: – Sarà mia sposa soltanto colei che potrà calzare questa scarpa d’oro – . Allora le due sorelle si rallegrarono, perché avevano un bel piedino. La maggiore andò con la scarpa in camera sua e volle provarla davanti a sua madre. Ma il dito grosso non entrava e la scarpa era troppo piccolina; allora la madre le porse un coltello e disse: – Tagliati il dito; quando sei regina, non hai più bisogno di andare a piedi – . La fanciulla si mozzò il dito, serrò il piede nella scarpa, contenne il dolore e andò dal principe. Egli la mise sul cavallo come sua sposa e partì con lei. Ma dovevano passare davanti alla tomba; due colombelle, posate sul cespuglio di nocciolo, gridarono:
    – Volgiti, volgiti, guarda: 
    c’è sangue nella scarpa. 
    Strettina è la scarpetta. 
    La vera sposa è ancor nella casetta.

    Allora egli le guardò il piede e ne vide sgorgare il sangue. Voltò il cavallo, riportò a casa la falsa fidanzata, e disse che non era quella vera e che l’altra sorella provasse a infilare la scarpa. Essa andò nella sua camera e riuscì facilmente a infilare le dita, ma il calcagno era troppo grosso. Allora la madre le porse un coltello e disse: – Tagliati un pezzo di calcagno; quando sei regina, non hai bisogno di andare a piedi – . La fanciulla si tagliò un pezzo di calcagno, serrò il piede nella scarpa, contenne il dolore e andò dal principe. E questi la mise sul cavallo come sposa e andò via con lei. Quando passarono accanto al nocciolo, le due colombelle gridarono:

    – Volgiti, volgiti, guarda: 
    c’è sangue nella scarpa. 
    Strettina è la scarpetta. 
    La vera sposa è ancor nella casetta.

    Egli le guardò il piede e vide il sangue che sgorgava dalla scarpa, sprizzando purpureo sulle calze bianche. Allora voltò il cavallo e riportò a casa la falsa fidanzata. – Neppur questa è la vera, – disse, – non avete altre figlie?
    – No, – disse l’uomo, – c’è soltanto una piccola Cenerentola tristanzuola, della moglie che mi è morta: è impossibile che sia la sposa – . Il principe gli disse di mandarla a prendere, ma la matrigna rispose: – Ah no, è troppo sporca, non può farsi vedere – . Ma egli lo volle assolutamente e dovettero chiamar Cenerentola. Ella prima si lavò ben bene le mani e il volto, poi andò a inchinarsi davanti al principe, che le porse la scarpa d’oro. Allora ella si mise a sedere sullo sgabello, tolse il piede dal pesante zoccolo e l’infilò nella scarpetta: le stava a pennello. E quando si alzò, e il re la guardò in viso, egli riconobbe la bella fanciulla con cui aveva danzato e gridò: – Questa è la vera sposa! – La matrigna e le due sorellastre si spaventarono e impallidirono dall’ira, ma egli mise Cenerentola sul cavallo e se ne andò con lei. Quando passarono accanto al nocciolo, le due colombelle bianche gridarono:

    – Volgiti, volgiti, guarda: 
    non c’è sangue nella scarpa, 
    che non è troppo piccina. 
    Porti a casa la vera sposina.

    E poi scesero a volo, si posarono sulle spalle di Cenerentola, e lì rimasero, l’una a destra, l’altra a sinistra.
    Quando stavano per esser celebrate le nozze, arrivarono le sorellastre, che volevano ingraziarsi Cenerentola e partecipare alla sua fortuna. E mentre gli sposi andavano in chiesa, la maggiore era a destra, la minore a sinistra di Cenerentola; e le colombe cavarono un occhio a ciascuna. Poi, all’uscita, la maggiore era a sinistra, la minore a destra; e le colombe cavarono a ciascuna l’altro occhio. Così furono punite con la cecità di tutta la vita, perché erano state false e malvagie.

     

     

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    CLauDio La SoLaaaaAaAa!!!

    allora.. dovete sapè che io c ho n amico deficente... cioè poverino.. non abbiamo capito ancora se lo fa a posta ad essere cosi... o cioè.. poverino.. capito no? si capito dai.. cmq.. Se lo incontrate per il web... (il web? o che articoo ce va davanti?) vabbe che ce frega... a voi ve frega? a me non me ne frega niente.. se non ve ne frega a voi.. ohhhhhhhhhhhh è tre quarti d'ora che me sto a senti.. ME LO METTI EMIX? ...sarebbe pure un ora de cambia canzone.. che me so scassata tre quarti...scegliete voi de che...spettate che cambio eh.. tanto c avete fretta? no quindi...! che me sento? scelgo io? scegliete voi? no! sceglie il pc! -.-° ecco appunto... pcccccccccc ma che canzoni me scegli? de tutte quelle che c hai me poi anda a mette Gabry? Si, Si lo so pure io che è bella... però... me voi fa piange?Cambiamo va... *_* The Lion Sleep Tonight ihihiihih
     

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    Cmq dicevo... se ve capita de incontrarlo x il web... statece attenti.. perche io fino a quando non lo consoscevo ero la prima della classe.. ora mi ritrovo con 7 in condotta... Claudio è un caso disperato.. non si sa se ci fa o cè... forse cè veramente.. una votla ha detto cheè caduto da seggiolone da piccolo... beh ma che significa? pure io so caduta.. ma so normale.. xD qualcosa da dire in contrario? parlate ora o tacciate x sempre.. (tacciate)? nessuno parla? tutti daccordo allora! Se Claudio era mio fratello.. mammmaaaaa che gli combinerei... botte tutti i giorni... (anche se ormai.. anzi prima.. ora non piu.. le botte le facciamo via Web... e via Chat..) .. je rovinavo i capelli... je facevo i dispetti... il dentifricio nei capelliiiiiiiiiiii tua sorella è troppo buona fidati...!!!!

    ma cmq.. infondo... ma infondo infondo.. ti voglio bene x come sei.. anche se me fai sclerà l anima eh!!

    19 februari

    BuoNa SeRaTuZZoLa :**

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    18 februari

    NoTTe NoTTiNa :****

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    FiNe SeTTiMaNa

    ciao ragazzuoli! come vi va? ed anche questa settimana... un po stressante.. un pò pesantuccia.. insomma.. la classica settimana da dimenticare... io c ' ho parecchie ore di sonno da recuperare... quindi stasera l'ennesimo  Sabato a casa.. e poi venitemi a chiede..  ma di cosa ci lamentiamo! Però se ci avete fatto caso.. nella vita vediamo solo  il "bicchiere della vita" sempre mezzo pieno.. o a volte mezzo vuoto... prendiamo per il 75 % delle volte delle fregature... nell'aldilà ci saranno bonolis e laurenti a prepararci un buon caffe...e  cosa vogliamo di piu dalla vita? anche un lucano? no grazie.. non mi piace molto... preferisco qualcosa di piu forte.. vabbe.. direte.. Che ce frega? a voi ve frega? A me non me ne frega niente.. se non ve ne frega a voi...
    ....CIAO....

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    15 februari

    uFFy uFFy uFFy...

    CIAO RAGAZZUOLI!!
    OGGI STAVO PENSANDO.. SAPETE COSA MI DA MOLTO FASTIDIO? LA GENTE CHE SA TUTTO.. MA ALLA FINE QUANDO GLI CHIEDI QUALCOSA NON SA NULLA..  AVETE PRESENTE I SECCHIONI..? NO NO.. NO QUELLI DELL'IMMONDIZIA..  I PRIMI DELLA CLASSE.. CHE NON RTI AIUTANO NEMMENO QUANDO STAI SUL FILO DEL RASOIO... MAI!! GLI CHIEDI UN AIUTO AL COMPITO IN CLASSE E TI RISPONDONO: NON HO STUDIATO, NON SO NULLA... MA A CHI LA VOGLIONO FAR BERE STA STRONZATA? E POI DOPO UNA SETTIMANA CHE IL PROF PORTA I COMPITI.. VAI A VEDERE E QUELLI CHE DICEVANO DI NON SAPER NIENTE.. CHE PRENDONO? MA CERTO! 8.. QUELL' OTTO CHE TU VEDI TRANQUILLAMENTE TUTTI I GIORNI CON IL BINOCOLO... UFF.. LA GENTE  PIU FALSA è QUESTA.. QUELLI CHE SANNO TUTTO MA POI TI FANNO CREDERE CHE NON SANNO NULLA... MA VA..VA!! MI FANNO INCAZZA STE PERSONE... GRAZIE PER L' ATTENZIONE.. ORA è MEGLIO CHE INIZIO A CHIUDERE CHE SE ME BECCA MAMMA CHE STO IN CHAT CREDO CHE ME APRE UN DUE.. NON VE DICO COSA PERO'  
     
     

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    14 februari

    DoVè? DoVè? DoVè? DoVè iL Mio GaBBaNaaaa? A.A.A. CeRCaSii

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    sono alla ricerca disperata del mio

     

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    Questa è la sua foto..

     

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    NON POSSO VIVERE SENZA DI LUI!

     

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    08 februari

    VI VOGLIO BENE!

    CIAU RAGAA! COME VA? A ME BENINO... UN PO LA SCUOLA.. UN PO CASA.. UN PO.. I SOLITI CASINI INSOMMA..
    VOLEVO DIRVI SOLO UNA COSA..
     

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    05 februari

    MARCO :°°D

    NON VEDO L'ORA CHE ARRIVA MARTEDI.... VEDO
     

    SONO TRE SETTIMANE CHE NON LO VEDO!!! NON CE LA FACCIO PIU

     


     

    04 februari

    NON MOLLARE MAI!

    Ero ancora ragazzino
    E con mio padre litigavo
    Per i brutti voti a scuola e un solo sei
    Ma di musica lo giuro
    Ne facevo indigestione
    Preferivo un pianoforte che due calci ad un pallone.
    Quanto tempo ci passavo
    Sopra quei tasti che sfioravo
    Era tutto bianco e nero intorno a me
    Mi ascoltavano gli amici
    Sorridevano felici
    Quella voglia di arrivare era forte dentro me.

    RIT
    Mai non mollare mai
    Se non ce la fai
    Tieni duro e aspetta quel momento prima o poi
    Fincha vita avrai
    Non mollare mai
    Manda avanti il cuore che domani vincerai.

    Non ho mai dimenticato
    Le porte in faccia ricevute
    La risposta era la solita per me
    Ci faremo risentire le faremo poi sapere
    Ma il telefono non mi squillava mai.

    RIT
    Mai non mollare mai
    Se non ce la fai
    Tieni duro e aspetta quel momento prima o poi
    Fincha vita avrai
    Non mollare mai
    Manda avanti il cuore che domani vincerai.

    Arriveranno gli eroi
    Un contratto per sfidare i sogni
    Finalmente l'avrai.
    Ma la strada sara in salita
    Non a semplice questa vita
    Da una torre cadere non a difficile.

    Mai non mollare mai
    Fincha vita avrai
    Manda avanti il cuore che domani vincerai
    03 februari

    CHE BONO CHE è!!

    COME MI FATE A DIRE CHE NON è BONO? MA IO NON LO SO!
     

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    è BELLISSIMO :P°°°°°°

     
    *